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Cos'è la coscienza?


<<La coscienza è il tramite fra ciò che è stato e ciò che sarà... un ponte gettato tra il passato e il futuro.>>
#HerniBergson 
       

#EarthDay: Giornata mondiale della TERRA 22 aprile 2014

Il 22 aprile è la Giornata Mondiale della Terra .

Impariamo ad amare chi ci ospita.
Rispettiamolo sempre.
Proteggiamolo come non mai.

Vi lascio questa foto come augurio:



Abbandonare il mentalismo che colloca l'uomo al centro della natura equivale ad abbandonare gli antichi modelli tolemaici che pongono la Terra al centro dell'universo. 
Ma nel negare questa illusione antropocentrica non si compie un'operazione di svilimento della nostra specie. 
Al contrario, si coglie la bellezza dell'attività conoscitiva che si produce negli umani e negli altri corpi viventi, tutti insieme indaffarati nelle loro specifiche azioni di adattamento all'ambiente che li ospita.

Enrico Bellone, Molte nature, 2008

Che dire.... BUONA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA!

Gabriel Garcia Marquez: le frasi più belle per ricordarlo

Gabriel Garcia Marquez ci ha lasciato a 87 anni.
Mi unisco al coro di voci che per omaggiarlo ricordano alcune frasi.
Io non vi condividerò quelle che ritengo più belle in assoluto, ma quelle che sono per me più significative.

<<Non c'è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere>>

<<Ho sempre sostenuto che la gelosia ne sa più della verità>>

<<Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto. "E' vero", le rispose lui "ma farai bene a non crederci>>

<<Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico.>>

E concludo con:
<<E se non lo trovo (un nuovo amore) non importa. Preferisco la libertà di rimanere per sempre a cercarlo che l'orrore di sapere che non esiste un altro che io possa amare come ho amato solo uno in questa vita. Sai chi? TE STRONZO>>

10 modi per essere felici (Parte 2)

<<Vivere nel passato è un'attività stupida e solitaria. 
Guardarsi indietro fa male ai muscoli del collo, ti fa sbattere contro la gente impedendoti di andare dritta per la tua strada.>>
Edna Ferber

Ci siamo lasciati così nella prima parte de 10 modi per essere felici.
Avete riflettuto sulla parte del dare-donare (essere grati)?
Bene!

Oggi parleremo degli altri 3 punti:
2. Parla meno, PENSA DI PIU'
3. Smetti di giudicare.
4. Ridi più che puoi


2- parla meno, PENSA DI PIU'
"Abbiamo due orecchie e una sola bocca proprio per ascoltare di più e parlare di meno"
Questa frase risale ai tempi dell'avanti cristo grazie a Zenone di Cizio.
Se già allora valeva questa frase vuol dire che forse forse è anche arrivata ora di metterla in pratica, no?

3. SMETTI DI GIUDICARE.
Il giudizio è qualcosa che pregiudica molto la felicità.
Perché mai l'assenza di giudizio deve essere inserita nei 10 modi per essere felici?
Beh smettere di giudicare significa smettere di interessarsi a ciò che fa l'altro e quindi iniziare a preoccuparci/occuparci di noi.
E sapete quale sarà la diretta conseguenza? Questa:

"Quello che la gente pensa di te NON è un TUO problema".

Azzerare il giudizio sugli altri ci libererà.
PROVATE!
E vi assicuro che da quel momento in poi non vi interesserà più niente nemmeno del giudizio altrui.

4. RIDI PIU' CHE PUOI.
Avrete sicuramente visto anche voi il uno dei tanti video virali che hanno come oggetto una o più persone che ridono.
E sono sicura che qualche secondo dopo anche voi eravate di fronte allo schermo del pc a ridere a crepapelle.
E come vi sentite dopo una risata?

Rilassati...Contenti...Felici....Positivi....Propositivi...
O sbaglio? ;-)

Se ancora non mi credete, vi basti pensare che esiste una "Terapia della risata" e lo "Yoga della Risata" sviluppato dal dottor Madan Kataria nel 1995.
PROVATE!

<<Ridere non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un linguaggio universale che può unificare il mondo.>>

Oggi vi lascio con questa semplice citazione...sapendo che sono le cose "semplici" a cambiare il mondo.

Questi modi vi sono stati d'aiuto? Pensate che qualcuno dei punti preso in considerazione fin'ora sia fuori luogo?
Vi auguro che questi consigli possano esservi d'aiuto! :-)
Anzi, se avete consigli, suggerimenti, opinioni da darmi contattatemi pure, anche in privato!

A presto.

‘Are You Happy’ screenprinted poster by Alex Koplin and David Meiklejohn


10 modi per essere felici




Eccoci qua di nuovo, per fortuna o purtroppo eheheh ;-)
Ora che abbiamo capito che, per essere felici, dovremmo interrompere il cerchio di negatività nel quale tendiamo a metterci, cerchiamo di stilare una sorta di lista delle cose e dei modi di agire che ci potrebbero aiutare ad essere felici:
10 modi per essere felici!

Dal momento che la felicità è oggettivamente soggettiva, ho fatto una ricerca in modo da individuare quelle azioni o quei pensieri che possono essere universali.

1. DAI-DONA (sii GRATO)
Questa azione va indiscutibilmente al primo posto!
Con dare-donare non si intende cose materiali....ma donare noi stessi:
il nostro rispetto
il nostro amore
la nostra conoscenza
...e chi più ne ha più ne metta.

Sono sicura, sicurissima che parte di voi ha avuto un brivido lungo la schiena nel leggere queste cose.
<<Siamo pazzi?????? IO dovrei donare me stessa  qualcun altro???? oooooh!!!! ma in che pianeta vivi??? Io non mi fido più di nessuno se non dei miei cari...con tutte le pugnalate che ho preso! E questo dovrebbe essere uno dei modi per essere felici?>>
Vi do ragione.
Però vi dico anche di provare...in che modo?
Innanzitutto annullando i giudizi ed i pregiudizi...ma, soprattutto, essendo ben disposti e aperti verso l'altro.

Provate a fare un esperimento:
Pensate a delle persone che vi hanno ferito.
Persone che credevate amiche e che di fronte ad una vostra scelta vi hanno voltato le spalle, vi hanno abbandonato...sono sparite facendo la c.d. "comunella".
Ora, pensate ai discorsi fatti con queste persone...alle paure che queste persone vi hanno confidato.

Come fate a ricordarle?
Beh...a questo punto le strade sono due:
- Se non vi ricordate cose confidate da persone che avete definito care amiche, probabilmente ritenevate quel rapporto più importante di quello che era: e allora tanto vale arrabbiarsi tanto o rimanere male per una cosa che in fin dei conti non era proprio così.
- Se ve li ricordate, probabilmente vi sarà venuto in mente che magari quelle persone vi hanno confidato la paura di essere a loro volta abbandonate, per esempio, percependo la vostra scelta come un vostro abbandono rispetto ai loro confronti.

A questo punto ricordatevi che tutto ciò è avvenuto nel passato:
<<Vivere nel passato è un'attività stupida e solitaria. 
Guardarsi indietro fa male ai muscoli del collo, ti fa sbattere contro la gente impedendoti di andare dritta per la tua strada.>>
Edna Ferber
...Oggi il primo punto, a domani per il secondo!
Non sono una stronza (o forse sì) ma ho pensato che scrivere una semplice lista di 10 modi per essere felici era un po' riduttivo per questa "iniziativa".
Ho ritenuto che scrivere e commentare almeno un punto al giorno possa aiutare a metabolizzare e riflettere.


E a proposito di riflettere: aspetto i tuoi commenti e riflessioni!
Hai una tua lista personale? Hai provato a fare l' "esperimento"? Sei d'accordo o pensi sia una cavolata?
Lascia un commento qua sotto o contattami personalmente :-)

[Qui la seconda parte di 10 modi per essere felici ]
A presto.

Come essere felici: la gratitudine

<<Abbiamo trasformato la felicità in una delle tante cose che dobbiamo possedere. Così la rincorriamo, confondendola con la ricchezza e il prestigio, senza renderci conto che chi ha già conquistato entrambe non è detto che sia felice.>>

Sergio Bambarén (L'onda perfetta)

Ecco uno dei punti focali.
Non si può possedere la felicità.
La felicità c'è sempre e in ogni momento: bisogna sapere coltivare per riuscire a riconoscerla!

Un modo, come dicevo in un post precedente, su come essere felici è: la gratitudine.
Svegliarsi ogni giorno, guardarsi internamente, guardare ciò che ci circonda e...ringraziare :-)
Ma, vi avviso, non è una cosa semplice!

Non è una cosa semplice quando tutto sembra andarci storto.
Non è una cosa semplice quando abbiamo il pensiero di portare il cibo sulla tavola.
Non è una cosa semplice quando ci sentiamo traditi da persone a noi care.

E' vero, non è una cosa semplice!
Come facciamo?
La risposta, sicuramente, ve la darete da soli dopo aver letto questo schema esempio:
(traducete il segno "->" con "per cui")

<<non ho un lavoro -> non ho abbastanza soldi -> non posso pagare le spese -> sono abbattuto -> non riesco a vedere niente di positivo -> mi sembra di non potermi fidare di nessuno -> sono infelice>>
E perché sono infelice?
(ora traducete il segno "->" con "perché")
<<sono infelice -> mi sembra di non potermi fidare di nessuno -> .... non ho un lavoro>>

Avete capito? E' il classico cerchio de "il cane che si morde la coda".
E come si fa a far diventare un cerchio in una linea?
Basta tagliare in un punto qualsiasi!
E per il nostro caso il "tagliare" corrisponde ad inserire nel "loop" la gratitudine.

Fate un elenco di tutte le cose negative, scegliete la "meno peggio" e vedetene un lato positivo per cui ringraziare.

Come essere felici: Oggi la mia gratitudine va alla natura che sa regalarmi emozioni in ogni istante:



E tu? Ti senti rappresentato? Ringrazi? O pensi sia la solita cosa da frickettoni? Mi piacerebbe sapere il tuo pensiero e discuterne con te. Quindi, non essere timido e commenta o contattami in privato :-) A presto.

Cos'è la Primavera?

PRIMAVERA

Non serve
vedere il volo di una rondine nel cielo
o le gemme che timide si affacciano

sui rami per sentire la primavera.

E’ una stagione del cuore
che si prova ogni volta
che al mattino si aprono gli occhi
e ci si accorge che il buio è volato:
è come rinascere,
rinnovarsi ,
senza rinunciare a quello che si è raggiunto.
E’ primavera ogni volta
che lo sguardo si perde nell’infinito dell’orizzonte,
ci si rende conto di far parte
di un meraviglioso universo
e si sente la presunzione
di essere indispensabili alla sua perfezione.
E’ primavera ogni volta
che si volge lo sguardo al cielo
per immaginare gli angeli
che abitano dietro alle nuvole
e vedere il loro sorriso ci convince che
anche nella solitudine, non siamo mai soli.
Sboccia la primavera ogni volta che,
di fronte ad una vita che nasce,
la gioia allaga il nostro cuore,
tagliando i rami secchi ,
trasformando l'erba ormai secca
in speranza di vita .
dp

Gratitudine: un grazie al giorno per un mese

Quando ci sentiamo deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare un po'. La primavera torna, le nevi dell’inverno si sciolgono e le loro acque ci infondono nuova energia.
Paulo Coelho

Gratitudine.
Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare.
Gratitudine è il segreto della felicità.
Non a caso filosofi, zenologi, coaching, yoghisti, spirituologi e tutti coloro che danno un' opinione o fanno studi sul benessere lo affermano.

A pensarci, non hanno tutti i torti perché ringraziare qualcuno o qualcosa ci permette di focalizzare l'attenzione, è come se ci ancorasse e ci facesse capire l'importanza di ciò che abbiamo.

Ora arriviamo a noi: un grazie al giorno per un mese.
Molti sostengono che il ringraziamento debba essere automatico e spontaneo, ma se non l'ho mai fatto come faccio a scoprire il valore?
Ed è così che per questo bellissimo mese primaverile ringrazierò ogni giorno.

E tu?
Ringrazi sempre o pensi sia la solita trovata da "frickettoni"?
hai qualche ringraziamento da fare e da condividere con me? Contattami direttamente o commenta ;-)

A presto.

Gabriel Garcìa Màrquez




Il premio nobel per la letteratura compie oggi 85 anni, ricorderei alcune tra le frasi più belle.


Avevano appena festeggiato le nozze d'oro e non sapevano passare neppure un istante l'una senza l'altro, o senza pensare l'una all'altro, e più rincrudiva la vecchiaia meno lo sapevano. Né lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull'amore o sulla comodità, ma non se l'erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta.





Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casino.


Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto. – È vero – le rispose lui – ma farai bene a non crederci.


Gli disse che l'amore era un sentimento contro natura, che dannava due sconosciuti a una dipendenza meschina e insalubre, tanto più effimera – quanto più intensa.
 
 
Lei l'aveva aiutato a sopportare l'agonia con lo stesso amore con cui l'aveva aiutato a scoprire la felicità.
 
 
Se sapessi che oggi è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.




Libero di vivere nella strada.[Fabrizio De Andrè]

In ricordo di Fabrizio De Andrè.


Libero di vivere nella strada


Sono nato il 18 febbraio del 1940 a Genova Pegli, quindi Genova occidentale. Fu una colonia di peglini (o pegliesi) ad aver colonizzato Tabarca, in Tunisia. Intormo al 1700, mi pare che gli Arabi li avessero respinti coi forconi nel culo e quelli lì, prendendo il mare, la prima isola in cui si fermarono fu Carloforte. Allora si chiamava San Pietro eppoi è diventata Carloforte dove si parla infatti ancora il pegliese di quell’epoca [...]

Dell’infanzia ricordo soprattutto la casa di campagna di mia nonna, una cascina: allora le vacanze estive duravano quattro mesi e, a parte quindici giorni di mare, che avevamo sotto, le passavamo tutte in campagna, con mio grande piacere. Lì ho assorbito tutto l’amore, che poi mi è rimasto, per la campagna, la natura, gli animali e la cultura contadina.


Mio padre, contrariamente a quanto per anni è stato scritto, era di origini modeste: il benessere cominciò ad aggirarsi in casa nostra dopo che lui aveva superato i quarant’anni. Forse da queste radici la sua mai abbastanza ringraziata accondiscendenza a lasciarmi libero di vivere nella strada: e nella strada ho imparato a vivere come probabilmente prima di me aveva imparato lui.


Ho fatto il classico al liceo comunale “Cristoforo Colombo”. A Genova ce n’erano tre di comunali: l’”Andrea Doria”, il “Cristoforo Colombo” e il “Mazzini”. Quest’ultimo era molto fuori zona, in periferia; per l’”Andrea Doria” c’era il problema di mio fratello che prendeva 10 anche in educazione fisica oltre che in filosofia e in italiano. Perciò non volendo rischiare confronti sono rotolato al liceo “Colombo” ch’era un po’ distante da casa però ero tranquillo che non mi si metteva in concorrenza con lui.


Al liceo studiavo il meno possibile. Riuscivo a racimolare la sufficienza perché ai professori ero simpatico. E, d’altronde, andare a scuola mi serviva quando, d’estate, cercavo di rimorchiare le ragazze alla Lucciola, una balera alla periferia di Asti. Mi presentavo come uno studente di Genova, il che fa sempre effetto, da quelle parti […]


Ho fatto un po’ di tutto: ho frequentato un po’ di medicina, un po’ di lettere e poi mi sono iscritto seriamente a legge dando, se non mi sbaglio, 18 esami. Quasi laureato dunque […] poi ho scritto Marinella, mi sono arrivati un sacco di quattrini e ho cambiato idea […] dopo che Marinella l’aveva cantata Mina, eravamo nel ’65, io ero sposato da tre anni e lavoravo negli istituti privati di mio padre […]. Lavoravo lì non sapendo cos’altro fare, visto che di laurea non se ne parlava perché stentavo molto a studiare, insomma questa Canzone di Marinella, me la canta Mina, mi arrivano 600 mila lire in un semestre (somma davvero considerevole per quegli anni). Allora mi sono licenziato, ho preso armi e bagagli, moglie, figlio e suocero e ci siamo trasferiti in Corso Italia, che era un quartiere chic di Genova […]. Da quel momento ho cominciato a pensare che forse le canzoni m’avrebbero reso di più e soprattutto divertito di più.
 

Le persone vengono sempre nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.

Le persone vengono sempre nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.  
Quando saprai perché, saprai anche cosa fare con quella persona. 
Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno che hai espresso.
E' venuto per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Può sembrare come un dono del cielo e lo è.
E' lì per il motivo per cui tu hai bisogno che ci sia.  
Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o nel momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine. 
Qualche volta se ne va. 
Qualche volta muore. 
Qualche volta si comporta male e ti costringe a prendere una decisione. 
Ciò che devi capire è che il tuo bisogno è stato soddisfatto, il tuo desiderio realizzato, il suo lavoro finito.
La tua preghiera ha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti. 

C'è chi resta nella tua vita per una stagione, perché è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare.
Ti porta un'esperienza di pace o ti fa semplicemente ridere. 
Può insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Spesso ti dà un'incredibile quantità di gioia. Credici, è vero. Ma è solo per una stagione!

Le relazioni che durano tutta la vita ti insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere solide fondamenta emotive.
Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni o momenti della tua vita. 
Si dice che l'amore è cieco ma l'amicizia no.

Grazie per essere una parte della mia vita, che sia una ragione, una stagione o tutta la vita.

Iniziate ad essere ora ciò che vorrete divenire d'ora in avanti.


Wiliam James una volta disse: 
"Iniziate ad essere ora ciò che vorrete divenire d'ora in avanti."
...vi chiederete ma come?
la più grande guida del nostro iniziare ad essere è l'immaginazione... ovvero l'abilità di saper scegliere tra le possibilità che ci vengono offerte.

Avere immaginazione richiede coraggio e impegno ma allo stesso tempo ci dona speranza.

La speranza di poter decidere il nostro destino perché le decisioni che prendiamo si confermino giuste in futuro.

Per quanto possiamo essere sopraffatti dal mondo possiamo anche estrarne una speranza dalla sua bellezza, dalle promesse, dal semplice fatto che possediamo il talento di immaginare il nostro futuro in mezzo a tutte le possibili vite che scorrono davanti i nostri occhi.

Dobbiamo immaginarcele bene le nostre vite.
Dobbiamo impegnare la nostra coscienza.

La coscienza è la voce di dio, della natura, del cuore degli uomini.

[dal film "Davanti agli occhi"]


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